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Il brusio del nulla

di Donato Di Poce

Carmela Corsitto: Il brusio del nulla
In questo breve scritto critico tralasceremo il suo percorso iniziale (che lasciamo agli storici dell’arte,  che iniziato  negli anni 80 con la pittura figurativa e il disegno, ha proseguito con la sua ricerca muovendosi nell’area Informale e Concettuale) e ci concentreremo più sulla sua definitiva maturità stilistica, che compie quel salto verso il 1995 nel il tridimensionale, l’installazione polimaterica e il libro d’artista(medium privilegiato che la caratterizza particolarmente per la sua poetica della leggerezza e dell’incanto pieno di poesia e di assoluto).
Con opere in tecnica mista  su legno“senza titolo”, del 1995-1996 avviene l’incontro e la scoperta della materia che la nostra artista mette subito in relazione e contaminazione con le tracce del vuoto e il segno informale, con suggestioni  aniconiche e simboliche (triangolo bianco) di rara intensità, tracciando segni dal nulla e sul nulla monocromo bianco.
L’artista inizia ad esplorare(vista la sua immensa sensibilità sperimentale e polimaterica e dal suo serbatoio comunicazionale e relazionale con la realtà fatta di foto, collage digitale,video e mail art) quei territori espressivi e matrici iconiche che vanno oltre il quadro o la scultura classica … (si vedano le opere “sedia d’artista, 1995-2005 e “Senza titolo, 1995-2005” una serie di parallelepipedi polimaterici (quasi trappole per simboli dalle forme spermatomorfiche ( l’umano), ragnatele (valenza temporale),sabbie) con cui gioca, inseguendo il concetto di trasparenza e verità, rivelazione e nascondimento, sulle tracce del nulla e dell’assoluto che la divorano nel fondo dell’anima pura e cristallina qual è).
Carmela Corsitto, si avvale nel suo lavoro principalmente di una grande progettualità e materiali poveri  o riciclati dell’industria come il legno, il ferro e  il plexiglass (per la sua trasparenza) e della poesia di cui è colma e tracima la sua anima e che diventa fuoco d’energia vitale che irradia nelle sue opere, specie nei libri d’artista degli ultimi anni.
L’altro elemento che vorrei evidenziare della sua poetica e quello della leggerezza, da non confondersi col pressapochismo o la faciloneria di troppi artisti contemporanei, ma quella leggerezza poetica ed estetica, che diventa sinonimo nel suo caso di eleganza, trasparenza, pulizia ed essenzialità, quasi che voglia parlarci dell’aria o della polvere o di quel respiro del nulla che non vuole perdere, non vuole abbandonare al tempo e alla diaspora delle emozioni e dei ricordi. Ecco allora che le sue opere diventano case d’accoglienza, cibori di grazia, pagine di nulla che sfogliamo con il pudore di chi non vuole rompere l’incantesimo che la nostra artista riesce a creare e comunicare.
Il 2006 è l’anno della scoperta e utilizzo costante sino ad oggi del plexiglass, sua matrice privilegiata e il dialogo continuo con la sua anima, una ricognizione senza tregua di quello che è dentro per comunicare a quello che è fuori la sua verità e intimità segreta e sconosciuta.
Con e attraverso questo materiale Carmela  realizza prima delle matrici trasparenti e informali ma dai titoli inequivocabili(“Il silenzioso percorso della fede”; plexiglas su legno, cm 60×60 (2006); “Le dimore interiori” plexiglas, legno, sabbia, cm 50×70 (2007); “Confine” plexiglas, legno, sabbia, 21x29x5 (2007); “In-finito” plexiglas, legno, sabbia, cm 50x7050x70 (2007); “Spazi liberi”plexiglas, legno, sabbia, 50×70 (2007); “Con-fusione” plexiglas, legno, sabbia, cm 50×50 (2008), poi dei veri e propri labirinti di grazia e immagini d’infinito, in cui il bianco e il vuoto occupano tutti gli interstizi interiori (“Il contenitore dell’anima” stoffa, polvere di marmo, acrilico, cm 50x56x25 (2008); “Luci d’ombre” plexiglas, neon su forex, cm 31x41x18,5 (2008); “Oltre l’essenza”plexiglas su legno, cm 60×60 (2008); “Misteriose simmetrie” plexiglas, sabbia, acrilico su legno, cm 50×50 (2008); “Sospensione” plexiglas, legno, cm 60×60 (2009); “Immagini d’infinito” plexiglas, legno, sabbia) e poi trame segrete,  rivelazioni d’amore e tracce di tempo.
 
Dal 2011 ad oggi inizia l’indagine dentro lo spazio, la luce e il nulla e il pensatoio dell’anima scopre sottili equilibri, giochi nascosti e sconfinamenti, tutti concetti ripresi nei titoli delle sue opere di questo periodo.
 
Un piccolo discorso a parte specifico meritano i suoi “Libri d’Artista” che dal 2005 ad oggi la stanno caratterizzando e valorizzando a livello internazionale sulla scia dei grandi esempi di Anna Boschi, Maria Pia Fanna Roncoroni, Mirella Bentivoglio, Fausta Dossi, ed altre artiste (e qui voglio sottolineare la specificità femminile italiana e l’alta qualità di questo intermedia).
Diversi critici hanno sottolineati aspetti importanti dei suoi libri d’artista come Raffaele Quattrone (estetica dell’esistenza e della resistenza), Anna Boschi (Rigore compositivo, equilibrio formale, colore non-colore caratterizzano le raffinate opere di Carmela Corsitto. Rigore che in/consciamente conduce ad un’osservazione silenziosa e sacrale, quasi ci trovassimo di fronte ad icone spirituali del tempo imprigionate e soffocate dal magma profondo delle nostre angosce in attesa da anni di essere “liberate” e conseguentemente “alimentate” di forza ed energia vitale.); Valerio Dehò (La forma del silenzio…pareti di plexiglass: una scatola che contiene frammenti, oggetti, manipolazioni, forme riconoscibili o indefinite. Comunque si tratta di una scatola, intesa come serbatoio, come memoria aperta alla sguardo); Vinny Scorsone (…Quello del Tempo é un concetto fondamentale nella ricerca di quest’artista, ella raccoglie scampoli di presente appena trascorso, li coccola, li pone in urne di plexiglas (quasi come fossero incubatrici) entro le quali poter permettere loro di continuare a vivere senza mai consumarsi definitivamente. Le sue teche (e adesso anche le sfere) racchiudono, in questo modo, porzioni di tempo abbandonato, ma anche parte di noi stessi.).
 
Quello che voglio dire io è che i libri d’artista di Carmela Corsitto sono il libro della vita e una metafora dell’esistenza, che sfoglia i giorni nell’attesa e nell’annotazione di frammenti di vuoto e di bellezza, di pagine di nulla e di dolore, di parole d’essenza e di verità scolpite nel non sensenso e nella non parola di un non-libro che diventa simulacro e oggetto di culto e di preghiera. Un libro in cui custodire e far germogliare semi di cultura e di libertà. I libri d’artista di Carmela Corsitto sono dei taccuini d’artista scolpiti nell’anima che diventano carne e sangue sacrificale, icona e parola del silenzio, consustanziazione del nulla che attraverso la materia e la luce della poesia diventa eterno.
L’artista sembra dirci “attenti alle piccole cose, ai sentimenti nascosti e non visti dai più, che la verità forse della vita e dell’arte arriva all’improvviso e imprevista e ci sorprende come un vento leggero a placare il dolore e la solitudine, la verità forse è”…          “… Nascosta in un riflesso del nulla/Mentre doni al mondo/Il segreto delle parole/E pagine e pagine d’inchiostro/Fatto di nulla, quel quasi nulla/Che rende indispensabile la vita.”
Milano 29/08/2016